Perché conviene soprattutto all’azienda

Il TFR è una parte della retribuzione accantonata annualmente dal datore di lavoro per essere poi liquidata al momento della cessazione del rapporto. Per ogni anno di retribuzione il datore di lavoro accantona una quota di retribuzione che deve essere rivalutata per un indice legato all’inflazione (1,5% + il 75% della rivalutazione Istat).

Al momento dell’assunzione il lavoratore ha tempo 6 mesi per decidere a cosa destinare il proprio TFR, se versarlo in UN FONDO PENSIONE o lasciarlo in AZIENDA.

Spesso l’azienda, un po’ per mantenersi liquidità, un po’ perché non ha le competenze o il tempo necessario per dare la corretta informativa al lavoratore decide di non sfruttare i vantaggi del conferimento del TFR sul fondo pensione.

Ma quali sono i vantaggi per l’azienda?

  • VANTAGGI CONTRIBUTIVI
    • 1. Esenzione dal versamento dello 0,20% calcolato sul monte retributivo destinato al Fondo di Garanzia dell’Inps
    • 2. Esenzione del versamento dello 0,28% sul monte retributivo destinato agli oneri impropri sempre destinati all’Inps. Facciamo un esempio: un’azienda con 20 dipendenti e 400.000 euro annui di retribuzioni risparmierebbe annualmente 1920 euro di oneri contributivi all’INPS.
  • VANTAGGI FISCALI
    • 1. L’importo accantonato come TFR è un costo deducibile dal reddito d’impresa nella misura del 4% per le aziende sopra i 50 dipendenti e del 6% per le aziende con meno di 50 dipendenti. Facciamo un esempio: un’azienda con 20 dipendenti e 400.000 euro annui di retribuzioni con circa 30.000 euro di TFR totale risparmierebbe il 6% su 30.000 euro, cioè 1800 euro.
  • VANTAGGI ECONOMICI
    • 1. L’azienda è esonerata dall’onere della rivalutazione annuale di legge cioè dell’1,5% sommato al 75% della rivalutazione ISTAT. Facciamo un esempio: 30.000 di TFR euro rivalutati, ad un’inflazione del 3% sono 1125 euro annui.
  • VANTAGGI SUL WELFARE
    • 1. L’azienda può offrire il fondo pensione come Benefit aziendale al fine di fidelizzare i lavoratori, può versare una parte aggiuntiva sul fondo per sostituire i premi monetari con i vantaggi fiscali descritti.

Perché conviene anche al lavoratore

Il lavoratore che aderisce ad un fondo pensione versando il proprio TFR non può più decidere di cambiare modalità di tenuta ma può decidere di alimentarlo anche con i suoi risparmi e creare una posizione di risparmio solida, investita nel lungo periodo, che al momento della pensione potrà usare per integrare la propria pensione con dei vantaggi notevoli.

  1. VANTAGGI FISCALI
    • 1. Il lavoratore che decide di alimentare volontariamente con una quota propria il fondo pensione può dedurre la propria aliquota IRPEF su un massimo di 5164 euro annui di versamento.
    • 2. il montante investito non è soggetto a imposta di bollo 0,2%
    • 3. Le plusvalenze vengono tassate al 20% piuttosto che al 26%
    • 4. In caso di riscatto della posizione l’aliquota applicata è dal 15% al 9%, mentre in caso di riscatto del TFR tenuto in azienda è applicata una media delle ultime aliquote IRPEF, intorno al 23%.
    • Esente da imposta di successione
  2. VANTAGGI FINANZIARI
    • 1. L’investimento è molto diversificato ed i rendimenti sono potenzialmente più alti rispetto alla rivalutazione dei fondi tenuti in azienda nonostante siano soggetti a maggior volatilità.
    • 2. Possibilità di avere, al momento del pensionamento, una rendita come prestazione che integrerà il reddito da pensione.
    • 3. In caso di fallimento dell’azienda o problemi legali, il capitale è al sicuro.
  3. VANTAGGI ASSICURATIVI
    • 1. Il fondo è impignorabile ed insequestrabile.
    • 2.. In caso di morte il capitale viene liquidato ai beneficiari designati, anche fuori dall’asse ereditario.